Dal Digital al Social Divide

 

Con l’estensione della copertura della banda larga, non si tratta più di assicurare e garantire l’accesso alla rete, bensì di diffondere una cultura della rete. Non come conoscenza tecnologica, bensì come educazione al medium.

 Se da un lato i social media hanno un potenziale costruttivo elevatissimo per agevolare le relazioni tra gli utenti, dall’altro lato esiste un altrettanto elevato rischio su cui si gioca la reputazione dei singoli.

 Se si pensa infatti che social network, blog e gruppi divengono sempre più canali di recruiting, è immediato pensare che se non sei in rete, sei fuori dal mondo del lavoro. Esiste, tuttavia, un altro aspetto. Se da un lato i social media ti possono aprire al mondo del lavoro, gli stessi strumenti ti possono lasciare fuori se non li sai gestire consapevolmente poiché tutto ciò che noi pubblichiamo (foto su face book, filmati su youtube, ecc.) soprattutto grazie agli aggregatori e ai sistemi di sottoscrizione e aggiornamento (rss feed, ecc.) entra nella memoria condivisa e non sarà mai possibile cancellare del tutto.

 Quindi non esiste solo un problema di mera presenza sulla rete, ma anche una educazione all’utilizzo della rete che deve essere preventiva. La vera separazione sarà tra chi ‘controlla’ la propria presenza sui social media e chi la subisce.

Si creerà, quindi, una differenza tra chi è in rete e chi sa utilizzare la rete. Si aprirà una questione di Social Divide, ancor più seria del Digital Divide, perché a differenza di quest’ultimo non lo puoi normare e non puoi risolverlo con infrastrutture o con lettere di avvocato che intimano di cancellare il post.

E’ un processo di crescita culturale che passa attraverso l’esperienza e l’apprendimento diretto di ciascuno. Sarà strategico sempre più che si questo devide venga colmato non solo per l’interesse del singolo, ma soprattutto della società. Una maggiore consapevolezza degli strumenti ridurrà, di conseguenza, i casi di abusi di cui oggi parla la stampa.

Le reali potenzialità del Social networking ieri a Treviso!

All’incontro di ieri organizzato da NordEstCreativo si è parlato di Social Networking, non di facebook, di ning, di linkedin. Si è parlato di come gli strumenti di Social Networking stiano ri-definendo i comportamenti sociali ed i modelli di business e per la prima volta, almeno per me, si è parlato di numeri.

E mentre mediamente le aziende impediscono l’accesso ai social network, c’è chi come l’azienda LAGO, implementa il social network come strumento di collaborazione produttiva ottenendo risultati a dir poco sconcertanti:

  • – 40% nei tempi d attivazione delle persone;
  • -97% nei tempi dedicati alle riunioni, demandando agli strumenti di collaborazione la gestione delle comunicazioni;
  • + 40% dell’indice di qualità delle decisioni 

Che dire? I numeri parlano da soli.

Perchè San Remo… non è San Remo

 

Il Festival di San Remo di Bonolis mi piace, benché presenti molti degli schemi già utilizzati in altri suoi programmi, specie nell’interazione con Luca Laurenti.

 E’ interessante lo stile di conduzione da avanspettacolo applicato ad contesto che per molti anni è stato il simbolo dell’ingessamento. Per la prima volta (non ricordo altre edizioni) si vede un pubblico vivo, partecipe. Poi ci sono molti elementi di novità anche nell’organizzazione stessa della scenografia e della regia: 

1)      la giuria popolare in sala. Finalmente l’entità tanto misteriosa della giuria popolare non solo ha un volto ma diventa attore dello show e interagisce con il palco. 

2)      La giuria web e l’inserimento di artisti eletti direttamente dalla rete. Benchè mostri ancora tutti i limiti della ‘novità’, l’idea di far selezionare alcuni artisti direttamente dal popolo dovrebbe, a tendere, risolvere la controversia per anni discussa sulla effettiva rappresentanza della musica italiana. 

3)      La scelta degli spazi fisici. La giuria popolare in galleria, la giuria web a fianco del palco. Al centro, distribuiti attorno a un ‘disco’, le orchestre da un lato classica (archi, fiati) e dall’altro moderna (chitarre, bassi). 

4)      Le aperture delle serate. Lunedì il filmato di Mina, ieri il montaggio interattivo sulle scene di Amadeus. Quest’ultimo, in particolare, l’ho trovato meraviglioso: geniale l’idea di gestire, attraverso un montaggio alternato in diretta, la fase creativa e il risultato finale. 

5)      Vallette e Valletti. Ogni sera un uomo e una donna, sempre differenti. Non si cade mai nella monotonia. 

Per quanto mi riguarda, la direzione artistica di Bonolis è promossa. Anche se, Lunedì, mi è caduto un po’ sul cecchinaggio a Del Noce. Tuttavia, qualche soddisfazione all’ego del direttore di rete bisogna pur darla.

Scienze della comunicazione: uniamoci!

Quanti sono i gruppi di Scienze della Comunicazione? quanti sono i siti, le community, i blog ed i network che si occupano di Scienze della Comunicazione?

Ultimamente la rete sembra essere totalmente impazzita sull’argomento. Un potenziale di contenuti, proposte che si moltiplicano di giorno in giorno. Su Facebook, addirittura, qualcuno propone di creare un ordine dei laureati in Scienze della Comunicazione.

Come ho avuto modo di dire proprio nella pagina di questo gruppo credo sia anacronistico:

Oggi siamo in un’altra realtà, abbiamo la forza della rete e possiamo fare sistema per affermare una professionalità che a mio avviso è e sarà sempre più importante. 
Dobbiamo sfruttare il network, unirci e condividere un progetto comune. Ad esempio, avete idea di quanti gruppi ci siano solo su Facebook relativi a Scienze della Comunicazione? Quanti portali, blog e network ci siano nella rete?
Se unissimo le forze potremo,[…], valorizzare questo capitale e creare un movivento importante e far crescere finalmente la cultura della nuova comunicazione in Italia. A quel punto non occorrerà più un albo dei laureati… perchè la tutela e l’autorevolezza ci sarà riconosciuta per quello che facciamo!

Quello che vorrei proporre è la creazione di un grande unico movimento che si muova per fare cultura di comunicazione e promuovere la figura del laureato in Scienze della Comunicazione. Un movimento che raccolga quanto si sta facendo e ne amplifichi le potenzialità.  

Facciamolo assieme! lasciatemi un commento se siete disponibili e iniziamo ad organizzarci.