Che cos'è il contenuto?

La lettura del post di Rob Cottingham pubblicato su SocialMedia Today mi ha “post-o” una domanda: “Che cos’è il contenuto”?

Si utilizza spesso questo termine, talvolta a sproposito, per definire ciò che viene pubblicato in rete e la sua importanza nella definizione delle strategie di comunicazione. Ma che cos’è il contenuto? Lurkando di qua, commentando di là, a volte ho l’impressione che esso si limiti ad essere, per dirla alla Cottingham, un “lorem ipsum dolor” e che abbia lo stesso valore dei testi utilizzati per provare l’impaginazione dei siti.

Ritengo, ma è sempre la mia modestissima opinione, che un contenuto – per definirsi tale – debba:

  • Essere coerente con  chi lo scrive
  • Esprimere un valore “nuovo” e diverso rispetto ad un altro
  • Essere frutto di rielaborazioni personali

Un contenuto, in sostanza, non è quello trasmesso da un Retweet o un social share. Non è la ripresa di un comunicato stampa, semmai la sua elaborazione o rielaborazione. Un contenuto non è il suo mezzo, ma il messaggio trasmesso. Quindi non possiamo dire che, a parità di messaggio, esista un contenuto Video, un Post o altro. Queste sono solo forme espressive.

Anche se può sembrare filologia spinta, la definizione di che cos’è un contenuto ha impatti profondi sulla valutazione, ad esempio, della qualità di un blog o di un altro “canale”. Un aggregatore di notizie, ad esempio, non ha di per sé contenuto. Quindi, anche se genera un numero elevatissimo di visite, il suo valore “contenutistico” è basso se non nullo. E queste è una stoccata volontaria a tutti quei blogger – di cui molti giornalisti – che popolano i propri blog con comunicati stampa a cui ci aggiungono solo cappello e chiusura.

Annunci

Un progetto, una rete, un lungometraggio

Prendi un gruppo di persone, prendi le loro passioni, mettile attorno ad un obiettivo, ad un sogno, aggiungici una rete e ne esce un lungometraggio di 69 minuti di altissima qualità.

Metal Gear Solid Philantropy è uno dei più importanti ed imponenti fanmovie realizzati. Lungometraggio in Inglese, è un progetto che nasce in Italia, in Veneto e attraverso la rete ha coinvolto professionisti in tutto il mondo. Un progetto non-profit e no-budget che è costato 10.000 euro, quasi tutti in strumenti per riprese, distribuiti in 5 anni di lavorazione.

Un prodotto che è diventato un caso internazionale. L’ennesima dimostrazione delle potenzialità del networking.

Il team è HIVE DIVISION, sono 50 creativi sparsi in tutto il mondo e ora sono pronti a nuove avventure.

Permettetemi. Queste sono le “Grandi Opere” su cui investire.

La portata della rete per Raiperunanotte

Non entro nel merito dei contenuti della trasmissione – quello lo lascio ai vari commentatori. Ciò che mi interessa è il fenomeno delle aggregazioni spontanee, della possibilità di creare movimenti.

Credo fossimo almeno 2000 ieri in Prato della Valle a Padova per la visione collettiva di RAIPERUNANOTTE, anche se non ho una cifra ufficiale, pur avendola cercata in rete: Mattino e Gazzettino e Corriere del Veneto on-line non hanno coperto l’iniziativa, anche se la portata del fenomeno, anche a livello nazionale, avrebbe meritato un minimo di attenzione.

#raiperunanotte popularity

Su Twitter, l’hashtag #raiperunanotte ha toccato quasi le 60.000 citazioni con un picco altissimo verso mezzanotte. Anche ora, mentre scrivo, continuano ad arrivare alert di nuovi Tweet su #raiperunanotte.

@raiperunanotte - Twitalyzer

Analizzando l’account @Raiperunanotte con Twitalyzer si evidenzia un forte posizionamento della trasmissione sia in termini di influenza, sia di impatto, mentre è basso l’engagement e generosity che indicano l’attività dell’account, indice che in realtà il canale twitter è stato poco usato dai titolari, ma molto seguito dalle persone.

La fanpage di facebook conta quasi 120.000 iscritti. Sempre su Facebook, sono state create 2 fanpage: “Io ho visto Raiperunanotte” (con oltre 1.000 iscritti al momento) e “Io non ho visto Raiperunanotte” (poco oltre i 30 iscritti).

Google - Raiperunanotte - Simonefavaro.it

Anche la voglia di partecipare è stata importante. Solo il mio blog, ad esempio, ieri ha ricevuto oltre 160 visite provenienti per la maggior parte da Google. Le parole chiave contenevano quasi tutte “Raiperunanotte Padova”. Segnale che, effettivamente, c’è stata la volontà di sapere dove e come poter partecipare.

In sintesi il fenomeno “Raiperunanotte” mette in evidenza due aspetti: da un lato una buona promozione on-line e dall’altro un’elevatissima partecipazione spontanea.

“Dalle proposte alle azioni”: un barcamp per cambiare la Pubblica Amministrazione

Barcamp InnovatoriPA 2010 - Roma, 19 Maggio 2010

La rete è il mezzo del cambiamento. Le persone ne sono il motore. Assieme sono la detonazione. E’ questa la forza della rete: permettere alle persone di aggregarsi attorno ad un obiettivo, trasformarlo in progetto e darne attuazione nel reale. E’ come un virus – buono – che si diffonde e contagia la realtà.

Per questo motivo non ho esitato a scrivere questo post, quando Gigi Cogo ha segnalato il Barcamp InnovatoriPA 2010 del prossimo 19 Maggio – giunto alla sua seconda edizione – . L’iniziativa nasce all’interno del network InnovatoriPA con l’obiettivo di condividere idee e progetti per migliorare la pubblica amministrazione.

Per spiegare bene lo spirito dell’iniziativa riporto le parole di Gigi:

[…] la Pubblica Amministrazione non segue le logiche “social” alle quali siamo abituati abitando questo mondo digital-mediale. La Pubblica Amministrazione arranca, stenta, è indietro come gran parte del paese, per mille motivi che conoscete perfettamente. […] un centinaio di pazzi anche quest’anno vuol provare ad aprire i sarcofaghi, a cambiare il modo di comunicare, a disintermediare l’organizzazione e le filiere interne. Questi pazzi si trovano già da un paio i anni a condividere idee e progetti su un social network: http://www.innovatoripa.it e molti di questi abitano anche il mondo del social web, ma da soli non riescono ad amplificare il messaggio, quindi vi chiedo uno sforzo, anche quest’anno.

Ecco lo spirito della Rete che molti non capiscono, la rivoluzione silenziosa che sta avvenendo: collaborazione, voglia di cambiamento e soprattutto partecipazione. La voglia di non limitarsi a dire “BASTA”, ma di dire “BASTA, quindi facciamo”.

E perché non supportare questa volontà? Non vedo nulla di male nell’aiutare e nel parlare di questa iniziativa e di farlo nel modo più trasparente possibile.  Il Barcamp InnovatoriPA è una delle iniziative che nascono in rete e che agiscono nel reale. Al Barcamp, infatti, arriveremo da tutte le regioni, ci confronteremo e faremo le nostre proposte.

E in chiusura mi unisco all’appello di GIGI: “da soli non riescono ad amplificare il messaggio, quindi vi chiedo uno sforzo, anche quest’anno.”

Ognuno conta uno e insieme contiamo tutti!

Se non riesci a scrivere un post anche tu, condividi questo! GRAZIE

Il Web che funziona

Lunedì 22 scorso a Padova si è tenuto il comizio di Beppe Grillo, venuto a sostenere la Lista Civica 5 Stelle.  L’evento è stato in piccolissima parte coperto dai mass media eppure, secondo quanto dichiarato ieri dal Corriere del Veneto, più di 2.000 persone erano in piazza. Una portata impressionante, tenendo conto che è stato promosso principalmente attraverso la rete e con azioni di volantinaggio.

Domani, Giovedì 25 Marzo, alle ore 21 si terrà in Prato della Valle a Padova la visione collettiva di “RAI PER UNA NOTTE”, evento organizzato da Michele Santoro con la partecipazione di Marco Travaglio e Giovanni Floris.  Ecco l’ennesimo caso in cui la rete diventa aggregatore. L’evento, al di là dei contenuti, sarà importante perché:

1) è multi-canale: sarà trasmesso su web e tv locali
2) partecipato: l’evento è stato finanziato con il contributo di 2,5 euro da 50.000 sottoscrittori (obiettivo raggiunto alla mezzanotte di ieri)
3) esperienza collettiva distribuita: oltre a Padova, molte sono le città del Veneto e d’Italia che si sono organizzate in momenti di aggregazione

RAI PER UNA NOTTE ed il suo successo saranno la dimostrazione delle potenzialità della rete e della sua capacità di aggregazione.

Infatti l’evento ha avuto come canale principale proprio Facebook.

Media digitali in crescita e il dilemma dei Paid Content

Media digitali e Paid Contents

Cresocono i ricavi dei New Media che nel 2009 registrano un + 12%. All’intermo del segmento, le Sofa-TV pesano per il 76%, Internet il 18% e il Mobile per il 6%. E’ quanto emerge dal rapporto “New TV e Media: la crisi accelera la trasformazione”, realizzato dall’osservatorio ICT & Management del Politecnico di Milano.

I dati presentati dal rapporto evidenziano due distinte direzioni per i media basati su Internet e su Mobile. Mentre, infatti, su Internet il 98% dei ricavi si hanno dall’Advertising, sul Mobile oltre il 90% deriva dalla vendita di contenuti, in particolare di infotaitment.

Per quanto riguarda le Televisioni, invece, il fenomeno mette in secondo piano le piattaforme Internet, Mobile e IPTV privilegiando le satellitari che raggiungono il 40% del mercato televisivo, con la piattaforma SKY che con il suo 84% fa ancora la parte del leone ma vede la competizione del DTT che sale all’11%.

Pagamento dei contenuti: alcune considerazioni [IMHO]

Se il modello di Advertising è quello che genera ancora i maggiori introiti sul canale internet, molti si stanno chiedendo come rendere appetibile e monetizzabile il contenuto. Una delle questioni poste dall’Osservatorio come opportunità – ma secondo me anche come limite – è che non è stata ancora compresa a fondo la rivoluzione del Social Web.

La più grande rivoluzione del social web non è tecnologica ma di modello culturale. Il web sociale si basa sulla condivisione di idee e opinioni. Si basa sulla conversazione e sull’arricchimento della stessa attraverso l’interazione degli utenti.

E’ chiaro che in questo modello, il contenuto aperto è un contenuto che accresce il suo valore non nella fase di produzione, ma nei momenti successivi alla sua divulgazione, laddove si genera la conversazione. Il flusso informativo che può generarsi è talmente elevato che l’organizzazione delle informazioni – e la sintesi – per il singolo fruitore diventa difficile. E’ qui dove, a mio avviso, si innesta l’opportunità di business.

Infoproduct: un modello possibile?

Tempo fa parlai di un caso italiano di infoproductdove rischiai anche la citazione in tribunale per uso improprio del marchio [e pensare che li stavo viralizzando, NdR] – che ritenni molto interessante per il modello di business alla base.

Il Blog approfondiva temi sulla seduzione, fornendo consigli su conquiste, gestione dei rapporti, ecc. L’utente era invogliato a saperne sempre di più, ad approfondire gli argomenti e, quindi, ecco che arrivava la proposta commerciale di acquistare il manuale.

L’idea alla base è molto semplice: distinguere tra il contenuto per la conversazione ed il contenuto commerciale. Dove i due possono coincidere per tema, ma avere approfondimenti diversi.

Applicarli per i media è possibile. Però richiede di rivedere l’impostazione e il modo di fare giornalismo e/o televisione.

SINTESI

Ritengo fallimentare l’approccio cercato da molti di far pagare la “notizia” perché:

  • le fonti possono essere accessibili a tutti senza l’intermediazione di una testata
  • è un contenuto “vecchio” nel momento in cui è pubblicato
  • non mi da un arricchimento e un sentiment che possono darmi le discussioni on line

Ritengo più percorribile, invece:

  • lasciare la “notizia” pubblica
  • generare la conversazione sulla notizia secondo una specifica linea editoriale
  • rielaborare la conversazione, arricchirla di informazioni e dati, riorganizzarla e creare un pacchetto editoriale

E’ un altro modello.

Il sogno reale di una nuova società

Chi dice che l’Italia è ferma al passo, si sbaglia di grosso. Si, forse taluni conservatori non riescono ad andare un palmo oltre il loro naso. Tuttavia c’è un fermento sotto che negli ultimi anni, in particolare proprio con l’avvento della crisi, sta crescendo e aumentando nel numero e nell’importanza. Internet ne è il driver.

Solo dall’inizio dell’anno possiamo citare, una per tutti, iniziative quali Internet è libertà – che ha avuto una grande risonanza. Le fiere si popolano di contenuti legati a nuovi modelli di business, come è successo ad ExpoGradget con il progetto presentato da Maurizio Goetz. E poi la rete ricca e colma di nuovi modi di fare e vivere la società con l’informazione iperlocale ed i business club nati dalla rete: iniziative che non si limitano a restare virtuali, ma che agiscono nel reale facendo “cose”.

Quello che tuttavia vedo è che questi fermenti restano isolati, ognuno alla ricerca di un posto di “visibilità”, poco aperti alla collaborazione, allo scambio, alla creazione congiunta di nuovi progetti reali, come nel loro “piccolo” fanno.

Sogno, quindi, una società che riesca ad alzare il coperchio che la soffoca, che esploda, si mescoli e generi assieme il futuro, oggi delineato e un po’ disperso da individualismi e protagonismi. Il network è un gioco ma, come insegna la psicologia, il gioco è fonte di apprendimento perché permette al bambino di conoscere ciò che lo circonda. Ed il gioco collettivo permette di sperimentare la possibilità di crescere, evolvere e cambiare.

Ecco cosa vedo nel futuro della rete: dopo il primo “gioco” individuale, la possibilità di far sistema e cambiare le regole. Il piccolo “miracolo” di Barack Obama è l’esempio che “si può fare”