Simply Itsme

“E’ la tecnologia che si deve adattare a noi, non noi alla tecnologia”. Un concetto  apparentemente banale, ma solo in apparenza, quello emerso ieri durante la lectio magistralis del prof. Giorgio De Michelis e di Luca De Biase che si è tenuta a Mirano (VE) in occasione del Festival della Formazione.

Uno dei limiti della concezione odierna della tecnologia è il concetto di “utilizzo”. Ciascun strumento è concepito per una determinata funzione: devo scrivere un articolo, utilizzo word; devo fare di conto, utilizzo excel; devo preparare una presentazione, via di PPT. Ma cosa succede se devo gestire un “evento della vita” che richiede l’utilizzo di più strumenti? E cosa succede se ho più eventi da gestire contemporaneamente? Il risultato è che mi perdo in una miriade di applicativi indipendenti e produco una serie di informazioni e dati che, alla lunga, diventano dispersivi e la cui gestione ed il cui reperimento richiedono ingenti risorse cognitive e temporali, talvolta maggiori di quanto richiede l’evento stesso.

itsme logo

Ecco che arriva il progetto ITSME, coordinato proprio dal prof. De Michelis. Come si legge nel sito dedicato al progetto:

Everything users do is in the context of the different stories they live with other people (sometimes, alone). Any of these stories is populated with all the items (objects of different types, people’s addresses, relevant URL’s, exchanged messages) created or imported during their experience and users need to have this information readily available, in the venues within which they are acting or interacting.

Itsme è un sistema di nuova concezione basato su un concetto base: gestire gli eventi della vita di una persona attraverso luoghi in cui essi si svolgono. A sua volta ciascun luogo è descrivibile da sott-luoghi o oggetti. Un luogo è composto da azioni (mandare o rispondere ad una email, documenti, ecc.). Itsme consente, quindi, di gestire gli eventi / le storie della vita sulla base dell’esperienza dell’utente, diventando completamente personalizzabile.

La prima release è prevista entro il 2010. Già oggi è disponibile un emulatore on-line.

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Il design come fattore competitivo protagonista del programma di Montebelluna e Asolo del Festival delle Città Impresa.

Riprendo il comunicato che mi è appena arrivato.  il Nord Est accresce il suo ruolo nello sviluppo.

Dal 22 al 24 aprile a Montebelluna e Asolo, il Festival delle Città Impresa parte dal design come elemento determinante per l’ innovazione delle imprese e del territorio e affronta il rapporto tra percorsi creativi e processi produttivi. Un’intensa tre giorni, fatta di 10 incontri che raccontano sfumature e prospettive del design, dalla formazione alla comunicazione, dalla moda fino alla sostenibilità.

Il programma si apre il 22 aprile con un evento speciale proposto in occasione dei 60 anni della CISL. Centrato sulla cultura del lavoro e il ruolo sociale dei nuovi lavoratori, l’incontro vede la partecipazione del segretario generale Raffaele Bonanni, del ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, della segretaria regionale Franca Porto.

La stessa sera, l’attore, autore e regista Marco Paolini presenta in prima regionale a Montebelluna il nuovo spettacolo composto per il festival, BISOGNA (la pellagra via sms).

Strategia e programmazione culturale sono i temi dell’incontro che accoglie l’intervento di Monica Amari, docente di Cultural Planning al Politecnico di Milano, Alessandro Isaia, responsabile comunicazione e marketing della Fondazione Torino Musei, assieme ai progetti deIla Fondazione Buziol ePordenonelegge.it.

Tra creatività e produzione, due tavole rotonde coordinate da Renzo Di Renzo convocano i progettisti e gli imprenditori del design. Accanto all’esperienza di innovative realtà aziendali come Magis, Foscarini, Bonotto e Lago, si confrontano tre designer apprezzati a livello internazionale, Denis Santachiara, Gabriele Schiavon, Jerszy Seymour.

Sul ruolo strategico dell’Università come risorsa e centro di ricerca per il brand design e la comunicazione, in sinergia con l’ impresa, si confrontano imprenditori, docenti dello IUAV, dell’École Normale Supérieure di Parigi e dell’Università di Genova, giovani ricercatori e designer, nell’appuntamento a cura Sbalchiero & Partners.

Un esempio concreto della sinergia possibile tra università e mondo produttivo sarà tracciato attraverso un progetto nato da un’inedita collaborazione traColdiretti Veneto e IUAV di Venezia. Con la presenza del presidente provinciale Coldiretti Fulvio Brunetta, il confronto su Agripod, pensato per favorire la tracciabilità dei prodotti agricoli, coinvolge Federconsumatori e le aziende Bisol e Jolly Sgambaro.

La nuova generazione di fashion designer, che si è formata nelle scuole di moda in Italia e all’estero, si incontra ad Asolo per confrontarsi sull’identità italiana nel panorama contemporaneo, in un incontro aperto da Maria Luisa Frisa, preside del corso di laurea Design della moda dello IUAV. Molte le presenze all’appuntamento con la nuova moda italiana, tra questi Gabriele ColangeloSergio  Zambon, fashion designer, il giornalista Angelo Flaccavento, Andrina Longhi, ad Agenzia Attila, Maria Narduzzi, ad Pier.

In chiusura di programma, Medardo Chiapponi, preside della facoltà di Design e Arti di Venezia, l’architetto e designer Aldo Cibic e il designer Isao Hosoe, assieme ai rappresentanti di Porsche Italia e Electrolux sono protagonisti della riflessione coordinata dalla presidente italiana di ADI, Luisa Bocchietto, per approfondire il contributo che il design può offrire alla sostenibilità.

Il programma della sezione Montebelluna-Asolo è disponibile sul sito www.festivaldellecittaimpresa.it dove è già possibile registrarsi per partecipare agli appuntamenti previsti.

AmeliaCamp e i 28 blogger veneti

In realtà AmeliaCamp è il nome improvvistato da Andrea Casadei mentre stavamo assaggiando le ottime sottilette di gambero e merluzzo su letto di radicchio biologico.

Eravamo in ventotto – almeno secondo la questura – e tutti blogger veneti  (Venezia, Verona, Vicenza, Treviso, …) che Gigi Cogo ha riunito sabato 20 scorso al Ristorante Dall’Amelia a Mestre.  Anche più del previsto, visto che alla fine abbiamo dovuto aggiungere un tavolo, altrimenti non ci si stava.

Iniziative di questo tipo sono la dimostrazione delle grandi potenzialità che si possono manifestare nella rete. Infatti non è stata solo l’occasione di incontrarsi, ma anche di discutere di progetti e attività, dal VeneziaCamp a nuove iniziative tutte volte a unire competenze, conoscenze e passioni per creare qualcosa di concreto: progetti che non rimarranno parole. In queste occasioni si  può realmente capire che la tecnologia è solo l’ultimo anello dell’innovazione.

E quale migliore contesto di un ambiente informale, dove la discussione è stimolata dagli ottimi piatti, ciascuno dei quali accompagnati da una presentazione? Quel risotto al nero di seppia su letto di crema di zucca era veramente meraviglioso…

#fd10tag Comunicazione e Social Media: l’Italia è indietro

Al Forum della Comunicazione Digitale a Milano si è percepito tutto tranne l’innovazione

Forum della Comunicazione Digitale

L’Italia che innova” campava enorme sopra le teste dei partecipanti ai vari panel. In realtà di innovazione VERA non ne ho vista.
Il mio giudizio un po’ meno a caldo del Forum della Comunicazione Digitale: parzialmente inutile. Sì, perché un po’ utile lo è stato. Ho capito, finalmente, il perché in Italia la comunicazione (anche nei social media) sia un po’ indietro e a quanto si legge nei vari tweet (che – punto a favore -apparivano in sala su un megascreen durante i vari interventi).

Oltre ad aver sentito verità rivelate che chi si occupa di social media e di comunicazione dovrebbe conoscere molto bene (ascolto, condivisione, conversazione, partecipazione, ecc.), ho percepito solo una dichiarazione di intenti, ma non un vero e proprio approccio al problema. Il concetto che più spesso ritornava era “come sfruttare l’advertising nei social media” quasi a creare il binomio comunicazione digitale = advertising on line. Anche gli esempi mostrati – molto pochi – si riferivano a spot trasmessi su youtube. Tanto per dare l’idea, si parlava di user generated content ma i video virali mostrati erano tutte produzioni corporate.

Per non parlare dei modelli di business. Il concetto chiave era tutto incentrato sul pagamento del contenuto. Giuliano Noci del Politecnico di Milano, che ha illuminato la platea dicendo che si passa dalla comunicazione di massa a quella mirata dopo aver fatto la lezione sulle 4C, ad un certo punto ha letteralmente urlato che i contenuti devono essere pagati e che bisogna mollare – e qui concordo – la logica del pagamento per impression e giungere ad un approccio di pagamento per contatto. Non si è mai posto il problema di un modello di business che non fosse quello dell’advertising.

Molti panel, infine, sono state delle gran marchette da parte degli sponsor su quanto sono bravi e belli in quello che fanno. Come ha sottolineato @vincos “#fd10tag non conviene costruire un evento partendo dagli sponsor, partite dai contenuti e poi cercate gli sponsor :)”

In sintesi: un concept che poteva essere interessante totalmente sprecato. Riusciremo a realizzare degli eventi “Laboratorio” come le VeniceSessions o il VeniceCamp, dove si FA e non solo si DICE comunicazione?

Transbalkanica, il Primo videomagazine transfrontaliero del Nordest

Vi segnalo che  ogni lunedì alle ore 21.30 (per tutta l’estate) va in onda su Telechiara TRANSBALKANICA, il primo videomagazine transfrontaliero del Nordest, frutto di una serie di scambi culturali con le tv locali o nazionali dei paesi dell’ex Yugoslavia realizzato da Giulia Salmaso.

Si tratta del primo caso di coproduzione internazionale per una tv locale del Nordest, poiché il programma è stato realizzato da team multinazionali che hanno collaborato assieme a Giulia Salmaso, nei mesi scorsi, mettendo a disposizione le proprie attrezzature in loco e coinvolgendomi poi anche nello sviluppo tecnologico del progetto e nella fornitura di immagini del territorio.

Transbalkanica vuole raccontare ogni Paese balcanico con uno sguardo informale alle sue città, ai suoi cittadini, alle sue abitudini con particolare attenzione alla cultura, alla ricchezza artistica e alla valorizzazione del patrimonio naturale e ambientale.

Transbalkanica non è un documentario patinato su un paese che non c’è o che è vero solo per l’obiettivo della telecamera: è un diario di viaggio reale dove si trovano sia nozioni essenziali per conoscere le bellezze del territorio visitato sia interviste con personalità e gente comune, rilevando incongruenze, curiosità e somiglianze con il Nordest.

Transbalkanica nasce come sviluppo operativo di un progetto di collaborazione internazionale finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Ufficio Veneto in Europa della Regione Veneto.

Il programma andrà in onda ogni lunedì alle 21.30 a partire dal 6 luglio (e prossimamente sarà disponibile su YouTube, presso il canale di Telechiara): le prime 4 puntate sono dedicate alla Macedonia, le altre a Romania, Bosnia e Slovenia.

Per chi non ricevesse Telechiara, segnalo che tutte le puntate saranno disponibili a partire dal giorno sucessivo alla messa in onda sul Canale YouTube di Telechiara (http://www.youtube.com/user/TelechiaraProduzioni).

Transbalkanica è inoltre su Facebook con una pagina dedicata al programma con foto, video e possibilità di interazione all’insegna del web 2.0!

La rivoluzione della comunicazione

Non dovrebbe stupire il rapporto “Comunicare Domani” di AssoComunicazione presentato ieri a Milano. I dati a colpo d’occhio vedono consolidarsi (al di là della congiuntura economica) il crollo dei media tradizionali (TV, RADIO, STAMPA) a favore dei media digitali e delle forme di comunicazione relazionale (Eventi, Pubbliche relazioni).

L’advertising classico è morto (anche quello WEB, anche se per ora i dati dicono il contrario) ed i motivi sono quelli lamentati da tutte le imprese: impossibilità di monitorare il ROI, l’esigenza di pianificare a medio lungo anche per il brand awareness e i conseguenti investimenti richiesti, nonché i costi di creatività che tutti tendono a mettere in secondo piano e che, per essere efficaci nella comunicazione, non possono essere una tantum.

Quanto emerge dal rapporto non è solo il frutto di una crisi congiunturale, che sicuramente sta accelerando il processo. E’ la crescente consapevolezza da parte dell’impresa di voler raggiungere direttamente il proprio target, conoscerlo per nome e cognome e di agganciarlo in tempi rapidi. In sintesi: di monetizzare gli investimenti nel breve.

Infatti le pubbliche relazioni crescono del 2,4%; gli eventi del 3,8%; il mobile advertising dell’8%; il search engine addirittura del 12%; l’email marketing del 4%. Il Direct Marketing, invece registra uno 0%. Il D.M. rimane invariato perché, così come l’advertising tradizionale, è sovrautilizzato ed il target ne è sovraesposto. Chi non è del mestiere difficilmente si ferma a leggersi i depliant o le offerte che a tonnellate riempiono la cassetta delle lettere. Se non sbaglio, inoltre, il ROI del D.M. si attesta attorno all’1%, quindi figuriamoci l’economicità dell’iniziativa.

I media digitali oltre ad avere dei costi di produzione mediamente inferiori (ma NON ZERO) rispetto ai tradizionali, hanno dalla loro la misurazione, la targetizzazione e la possibilità di entrare direttamente in contatto con il potenziale cliente. Anche l’email marketing (IMHO) a breve vedrà la propria fine, a meno che effettivamente non cambi nell’approccio abbandonando l’approccio “volantino” e l’email torni ad essere uno strumento di relazione.