Il cono del silenzio

Cone of Silence è l’espressione coniata da Mike Johansson in questo post per identificare quel fenomeno per cui l’abuso di social media possa far perdere il contatto con la realtà. L’espressione è riferita in particolare al mondo business, ma quanto descrive M.J. nel post è applicabile anche alla vita sociale di tutti i giorni.

The “cone” is that space where you are so surrounded by online input that it feels like you’re on top of everything: You’re following the best blogs in your industry. You follow the smartest people on Twitter. You are involved in the deepest discussions on relevant LinkedIn groups. In a nutshell you’re so plugged in you’re the go-to person for what’s hot, what’s new and what’s over the horizon.

[…]

So who are you likely ignoring (or at least not paying enough attention to)?

Le persone.

EDITORIA: RAO (UDC), PRIMA DEI TAGLI GOVERNO RIORDINI IL SETTORE

via Prima Comunicazione

02/03/2010

EDITORIA: RAO (UDC), PRIMA DEI TAGLI GOVERNO RIORDINI IL SETTORE
(ASCA) – Roma, 2 mar – ”Piu’ che di radio e televisioni private, oggi e’ meglio palare di radio e televisioni libere”. Lo ha detto il capogruppo dell’Udc in Commissione Vigilanza rai Roberto Rao, a margine di un convegno organizzato dall’associazione Aeranti-Corallo. ”Ancora una volta -prosegue l’esponente centrista- dopo il regolamento sulla Par Condicio che ha anestetizzato l’informazione politica in campagna elettorale, Governo e maggioranza con un emendamento al mille proroghe hanno soppresso i contributi a favore delle emittenti radio televisive locali, col rischio di portare alla crisi o alla chiusura della maggior parte di queste realta’, alle quali oltretutto viene ingiustamente riservato un trattamento decisamente sfavorevole rispetto a molte testate di partito”. ”Le televisioni e le radio locali in Italia -aggiunge Rao-, oltre a garantire lavoro a migliaia di persone, sono un importante strumento di liberta’ di informazione, specie a livello locale. Certo, come dimostrano le tante reti fittizie del digitale terrestre e i molti giornali di fatto inesistenti, e’ indispensabile fare pulizia e chiarezza. E con le risorse cosi’ risparmiate sarebbe possibile continuare a sostenere chi produce informazione e prodotti di qualita”’. ”Prima di effettuare tagli -conclude Rao-, il governo e la maggioranza avrebbero fatto bene a riordinare il settore e non, come si evince dalle dichiarazioni, procedere al contrario: tagliare e poi riordinare. Cosi’ si rischia di far chiudere chi merita e di far sopravvivere chi non merita”.