La banca si fa rete

I Have Fineco

I Have Fineco

Fineco si fa rete. Una campagna di lead generation che fa leva sui contatti diretti e che, nel più classico stile di diret marketing,  offre  in cambio di premi: azzeramento spese di tenuta conto per un anno, punti fedeltà, bonus.

Una nuova parte, invece, punta alla brand awareness e permette di scaricare le due immagini qui riportate, suggerendo di caricarle nel profilo Facebook, in MySpace o MSN. Qui, invece, al cliente non viene nulla in cambio.

Funzionerà? beh, intanto io ne ho parlato…

I love Fineco

Non mi serve uno zio vescovo

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Se si pensa che il marketing non convenzionale possa servire solo ai beni di largo consumo, prendetevi ‘sto getto di acqua fredda.

Senza uno zio vescovo” è la campagna virale di Infojobs. Il concept è semplice ma allo stesso tempo molto azzeccato, soprattutto se inquadrato nella specifica intolleranza generata proprio dai casi di raccomandazione e assunzioni “politiche” di cui sono oggetto non solo enti pubblici, ma anche aziende private.

Senza uno zio vescovo è una campagna virale fatta e finita. Un video virale ed il suo makin-of, wall paper, spille digitali e addirittura, prossimamente, un flash mob.

L’unico neo che vedo è il fatto di essere un prodotto di puro advertising “passivo”. Perché dovrei pubblicare il bollino nei miei profili in giro per i social network? Perché dovrei iscrivermi al flashmob? Perché dovrei scaricare il wallpaper?

L’idea sarebbe stata perfetta se inserita, ad esempio, in una iniziativa contro le raccomandazioni o in una campagna di sensibilizzazione verso le aziende sui costi generati dalle raccomandazioni.

L'advergame che premia gli sfigati

Se si è “sfigati” perchè non tentare la fortuna? Nasce il primo sito VIETATO ai troppo fortunati: www.fortunclub.it. Si legge nel comunicato pubblicato su freeonline.it:

Basta perdere! Basta arrivare sempre ultimi! Finalmente un club è dedicato a coloro che non ne possono più di essere “sfortunati”.Basta iscriversi, per poter vincere da subito migliaia di premi: Auto, moto, videocamere, tv, fotocamere ma anche case. Vincere è facile basta iscriversi, raccontare la propria storia e per la prima volta quella più sfortunata, vincerà da subito un fantastico premio. Veniteci a visitare su http://www.fortunclub.it, ma ATTENZIONE il sito è assolutamente vietato per i “troppo fortunati”.

Il sito, ad oggi, non è del tutto attivo. Funziona solo il link di registrazione. Tutti gli altri al momento non sono attivi, probabilmente perchè ancora in fase di rodaggio. Nel footer appare la società M & C Srl e la partita iva. Cercando la partita iva su google, si trova l’accesso ad un file di testo contenente lo statuto.

A vederlo così, comunque, pare un buon progetto di Adverteintment. Conferma si ha infatti all’art.3 – Oggetto – dove si trova scritto:

FORTUNCLUB ha per oggetto , attraverso la gestione di siti internet , lo svolgimento di attività ricreative , di informazione, di gioco lecito on line, di socializzazione, di cultura, di creazione e gestione di siti internet e connesse attività commerciali con transazioni in via telematica, di sponsorizzazioni, di promozioni, di pubblicità, di giochi on line legati alle promozioni commerciali, con premi non in denaro, commercio on line, ed ogni attività annessa e connessa a quelle precedentemente indicate il tutto nel pieno rispetto delle normative vIgenti nei settori in cui si andrà ad operare e con la sola esclusione di qualsiasi attività che la legge riserva ad associazioni di tipo particolare od aventi caratteristiche e requisiti particolari,
FORTUNCLUB sarà inoltre mezzo di socializzazione e di cultura promuovendo i contatti, tramite chat / e-mail , tra tutti i membri che intendano confrontarsi con i propri problemi quotidiani e dare e ricevere consigli.

Agli inizi degli anni 2000 Procter & Gamble aveva creato Winnerland gestito dallo spin-off Digibrand. A differenza di quell’esperimento, sembra che Fortunclub diventi un vortal che integra advertising, community e intrattenimento. .. sotto forma di un club gestito da una società. Chissà come andrà l’esperimento?